Music
Centre Ensemble
Vasco Magnolato, flauto
Diego Cal, trromba
Leandro Camerotto, pianoforte
Angelo Liziero, contrabbasso
Paolo Prizzon, batteria
con la partecipazione di
Loris Colmaor, sassofono
Il termine "Crossover Music" nacque in America e fu adottato per indicare tutte quelle composizioni che superano il limite imposto dallo scrivere e fare musica secondo i canoni dei singoli generi quali, ad esempio, il jazz e la musica classica.
Ad usare per la prima volta questa espressione fu la stampa americana spiazzata davanti all’enorme successo del disco di un colto jazzman francese, CLAUDE BOLLING, a metà strada tra la musica barocca e lo swing di Duke Ellington.
Era l’anno 1976 e già da tempo le carte sul tavolo della scena musicale cominciavano a mischiarsi allegramente, ma mai fino ad allora un’operazione discografica di questo genere era riuscita ad attirare su di sé così tanta attenzione, al punto da restare per ben due anni in cima alle hit-parade americane.
Il disco in questione era la “Suite pour flûte et piano jazz trio”, scritta appunto da CLAUDE BOLLING per il famoso flautista Jean-Pierre Rampal.
Da questo momento fu chiaro per tutti che la pista della contaminazione tra i generi non era solo una curiosità, ma un vero e proprio fenomeno culturale cui fu data appunto l’etichetta di “Crossover music”.
Bolling continuò a produrre le sue suite su richiesta di altri famosi virtuosi: il violinista Pinchas Zukerman, il violoncellista Yo-Yo Ma, il trombettista Maurice André.
Nacquero così le suite per violino, violoncello e tromba, sempre accompagnate dalla tradizionale formazione del trio jazz: batteria, contrabbasso e pianoforte.
CLAUDE BOLLING è nato in Francia nel 1930 e può essere considerato il musicista che meglio ha incarnato e rappresentato tale corrente riuscendo a farla conoscere in tutto il mondo, dimostrandosi abile e capace di diversificare le sue composizioni rispetto a quelle "più classiche" di autori esemplari come George Gershwin, Dave Brubeck e alle esecuzioni di noti gruppi come gli Swingle Singers e il Modern Jazz Quartet.
Fulcro della "Crossover Music" fu, infatti, la “Sonata for two pianist” che Bolling compose nel 1972 strutturandola su un costante e interessante intreccio tra la "voce jazz" di un pianoforte e la "risposta classica" dell'altro.
Una composizione che suscitò parecchio interesse da parte della critica e anche da parte di diversi musicisti.
Basti pensare che proprio Jean-Pierre Rampal, flautista poliedrico, rimasto affascinato dalle libertà e dal calore delle armonie jazz di questo brano ne richiese proprio a Bolling uno che, pur non distaccandosi eccessivamente dalla scrittura e dalla prassi esecutiva classica, fosse capace, allo stesso tempo, di dare una voce nuova al flauto, sottolineandone le sue capacità espressive.
Nacque la “Suite n° 1 per flauto e jazz piano trio” brano che, dopo soli quindici giorni dalla sua uscita, si trovò in vetta alle classifiche, rimanendovi per 530 settimane, e, successivamente, ottenne prestigiosi premi quali il Narn negli anni '76 e '77 e ancora il Gold e il Platinum Record.
La proposta del MUSIC CENTER ENSEMBLE, nasce proprio dalla passione e dall'interesse verso tale genere di musica da parte di un gruppo di musicisti alcuni dei quali attivi e presenti nel mondo della musica classica, altri noti ed apprezzati in quello della musica jazz. L’incontro tra Vasco Magnolato (flautista), Leandro Camerotto (pianista), Diego Cal (tromba), Angelo Liziero (contrabbassista), Paolo Prizzon (batterista e percussionista), risale agli anni ’90 ed è stato consolidato dalla creazione della prestigiosa realtà musicale costituita dal Centro Musica di San Donà di Piave, fucina di talenti e proposte culturali e musicali che trovano la loro collocazione in tutto il Veneto. Da tale incontro, è scaturita una proposta culturale pregevole, dalle esecuzioni impeccabili frutto della grande esperienza e della maestria dei suoi esecutori; una proposta, allo stesso tempo, piacevole e intensa che regala una musica calda, ricca di passione, ma anche leggera e piacevole, di sicuro impatto emotivo per qualsiasi pubblico. |